Sabato di fuoco ieri sull’Etna, come in molti altri luoghi d’Italia dove le cose stanno andando peggio. Temperature alte, siccità, cambiamenti climatici, vento? Sicuramente sono fattori aggravanti, ma le cause sono altre. Troppi terreni incolti, abbandonati, e strane coincidenze. Troppi proprietari che non coltivano, dimenticano, non vendono, non affittano, non fanno nulla. Piangono quando il fuoco distrugge tutto, incuranti dei danni che hanno causato a chi invece coltiva, investe tempo, risorse, e denaro, faticando nelle campagne vicine.

Sicilia, Etna, 24th July 2021 – Fire in abandoned olive grove at Monte Arso. [© Enzo Signorelli photographer]

Di Enzo Signorelli, 25 luglio 2021.

Ci vuole pochissimo perché un olivo secolare bruci. Attaccato dal fuoco è morto in pochi secondi, non ho fatto in tempo nemmeno a girare un breve video. Solo pochi scatti con il cellulare. E’ un pomeriggio di fuoco sul Monte Arso, nei pressi delle bellissima e poco conosciuta Grotta Catanese, all’interno della zona D del parco regionale dell’Etna, in territorio del comune di Ragalna. In tarda mattinata è scoppiato un incendio, sicuramente in diversi punti. Le fiamme divorano uno dei tanti terreni incolti, abbandonati. Arriva un mezzo della Forestale con due uomini a bordo. Fanno quello che possono e salvano le Grotte. Si spostano altrove. Ma il resto brucia. Il bosco di querce con la sua vegetazione mediterranea, gli oliveti abbandonati, i frutteti dimenticati, sepolti dai rovi e dalla vegetazione selvaggia. Il fuoco serpeggia tra le rocce e l’erba secca con un rumore sinistro. Avanza inesorabile, aiutato dal vento. Volano le faville che superano i sentieri e accendono il terreno circostante. Oltre al bosco sono a rischio i giardini, le case, vigneti, frutteti e oliveti coltivati con tanta fatica tra le lave spente da secoli. E’ a rischio la fauna e tutto l’ecosistema di quella parte del Vulcano. Il famoso patrimonio UNESCO diventa terreno carbonizzato e fumante.

Sicilia, Etna, 24th July 2021 – Fire in abandoned olive grove at Monte Arso. [© Enzo Signorelli photographer]

Un tempo le potature degli olivi sull’Etna venivano raccolte in fasci, caricate sui muli e vendute alle fabbriche di mattoni a Catania. Il loro altissimo potere calorico serviva a portare velocemente i forni alla giusta temperatura. Le foglie dell’olivo sono ricche di principi attivi utilizzati in diverse preparazioni di erboristeria. Dalle foglie si estraggono essenze pregiatissime e costose impiegate per la cosmesi naturale. Hanno un solo difetto: sono estremamente infiammabili. Bruciano in pochissimi secondi sviluppando temperature capaci di incenerire ogni cosa.

Alfio è un ispettore del Corpo Forestale in pensione. Oggi fa l’olivicoltore; mi aveva invitato a visitare la proprietà dove lavora da 15 anni che è un gioiello. Ha mantenuto intatto l’ambiente circostante, limitandosi a lavorare solo il terreno intorno agli olivi. Ha piantato nuovi alberi, ha recuperato quelli abbandonati, ha innestato i mandorli selvatici. ha messo gelsi neri, ciliegi, viti e alberi da frutta nei fazzoletti di terra fertile circondati dal bosco e dalle lave antiche. Qualche anno fa voleva vendere la terra, forse in un momento di stanchezza o di sconforto che ogni agricoltore ha vissuto almeno una volta nella vita. Oggi nessuna cifra potrebbe convincerlo a separarsi dai suoi alberi.

Le fiamme avanzano verso la proprietà. Armato di un ramo di quercia Alfio spegne il fuoco basso e subdolo che dopo aver divorato un po’ di boscaglia sta raggiungendo alcuni olivi secolari in un terreno vicino. Ha esperienza, conosce gli incendi e sa come fare. Studia il vento e colpisce con decisione le fiammelle che divorano l’erba secca. Le foglie verdi di quercia non sono come quelle dell’olivo, bruciano con molta difficoltà. Resistono. Alfio non può arrivare dappertutto, più in là il fuoco ha attaccato un ramo di un olivo spezzato dal vento e caduto al suolo. Il ramo si incendia subito e di conseguenza l’olivo. Ormai è perduto. La temperatura dell’aria è altissima, le foglie di un altro olivo vicino si accartocciano, basterebbe ancora un attimo perché prendano fuoco. Per fortuna un refolo di vento gira in direzione opposta allontanando la fiamma. Tutto il filare degli olivi è salvo. Quando il calore diminuisce e posso avvicinarmi, vedo un altarino ricavato nel muretto di pietre accanto all’albero bruciato. Sicuramente avrà ospitato una Madonna o qualche altro santo protettore. Purtroppo qualcuno deve averlo portato via prima.

Sicilia, Etna, 24th July 2021 – Fire in abandoned olive grove at Monte Arso. [© Enzo Signorelli photographer]

La vedetta che sta sul monte Vetore ha lanciato l’allarme appena ha visto i primi fuochi. Arrivano gli elicotteri, uno scarica acqua nella zona dove le fiamme si sono avvicinate alle case. Un altro gira non si capisce per fare cosa. Gli altri proprietari dei terreni accorrono, si danno da fare. Non si vede nessun altro in giro. Parte delle risorse destinate al Corpo Forestale sono andate alla Protezione Civile. Dove sono oggi? Impegnati altrove? Probabile.

Sicilia, Etna, 24th July 2021 – Fire at Monte Arso. [© Enzo Signorelli photographer]

Il fuoco arriva da direzioni diverse. Il che significa che l’incendio è partito quasi contemporaneamente da luoghi differenti, distanti tra loro. Non sembra casuale. Niente è casuale in queste circostanze. Un incidente può capitare, 3-4 in un breve intervallo di tempo non sono più una coincidenza. Sono un indizio. Si parla tanto di territorio, ma una politica di recupero dei terreni produttivi abbandonati arriverà mai?

Bruciano anche i pali in legno di castagno della linea telefonica. Intorno deserto, nessuno. Terra nera, alberi bruciati e odore acre di fumo. Silenzio. Poco prima del tramonto arriva un Canadair. Avrà volato per tutto il giorno tra le tante emergenze di una giornata torrida e ventosa. Per fortuna è arrivato anche sul Monte Arso, dove 3-4 coincidenze dovrebbero fare un indizio. Alfio torna a casa esausto, gettando il ramo di quercia esausto anch’esso. Ha salvato da solo un oliveto secolare, bellissimo e abbandonato da decenni. Nessuno lo ringrazierà.

© Enzo Signorelli per il testo e le fotografie

[Riproduzione riservata – Unauthorized reproduction prohibited]

Sicilia, Etna, 24th July 2021 – A secular, abandoned olive tree completely destroyed after the fire at Monte Arso. [© Enzo Signorelli photographer]


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *