
Giovanni Sollima aveva 30 anni quando ha posato per questa fotografia. Eravamo giovani, io con qualche anno di più. Era una mattina d’estate del 1993 e il grande compositore aveva accettato di buon grado l’idea di farsi fotografare in riva al mare e così andammo in giro lungo la spiaggia, a piedi scalzi e con i pantaloni arrotolati. Chiacchierando e cercando un’inquadratura portavamo i nostri strumenti: io le Nikon F3 a pellicola con un paio di ottiche, Giovanni il suo prezioso violoncello Francesco Ruggieri del 1679.
C’era vento e alcuni ragazzi giocavano sul bagnasciuga aspettando le onde e gli spruzzi di salsedine. “Qui è perfetto” – gli dico – e a lui piaceva molto la scena. Compongo velocemente l’immagine, temendo che le nostre comparse sullo sfondo decidessero di spostarsi. Traccio un segnale sulla sabbia e lui si siede su un fusto trovato provvidenzialmente sulla spiaggia.
Sollima comincia a suonare, e la sua musica si mescola al sole, all’odore e al suono del mare. I ragazzi presi dal loro gioco rimasero sullo sfondo mentre la melodia dell’Uomo e della Natura si univano in perfetto equilibrio. Due o tre scatti, forse qualcuno di più per far continuare la musica ancora per qualche istante…
© Enzo Signorelli
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Ragazzi di Palermo 1993 è un reportage su commissione di alcune testate del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. E’ stato la mia prima mostra fotografica personale.

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