
Maria Domenica non finisce di colpire la nostra immaginazione guidandoci attraverso la sua ultima installazione “Intimacies” tra percorsi di luce, di sabbia, di materia che simboleggiano (assai bene) la complessità e l’incertezza delle rotte e delle migrazioni che legano le coste nord africane a quelle dell’Europa e della Sicilia in particolare. L’artista, sempre più conosciuta con il suo acronimo MDR, efficace così come lo è la sintesi artistica che ci propone con questa sua interessantissima opera, illustra i (tanti) significati dei materiali impiegati con la serenità e la sicurezza a cui siamo piacevolmente abituati. E così la luce azzurrissima proiettata sulle pareti diventa cielo e mare. I fili di nylon tesi tra le pareti sono i percorsi invisibili dei droni e degli aerei miliari che sorvegliano il mare antistante le coste tunisine e libiche. Le pietre, le ossidiane di Lipari, le conchiglie fossili, tutte pazientemente raccolte dall’artista, si incastrano perfettamente con i marmi candidi tunisini e turchi. Le rotte sono fatte di polvere di pomice disposta sul pavimento, non a caso una materia leggerissima, quasi effimera, capace di fluttuare (nell’acqua) come i corridoi aperti nel mare dai barconi dei migranti.
Maria Domenica è un’artista ormai formata capace di trasferire al suo pubblico le proprie visioni con l’efficacia e la lucidità che provengono dalla sua grande forza interiore. Bravissima e serena (così la vedo io) comunica la sua arte come pochi riescono a fare nel panorama artistico contemporaneo. Quando andrete a visitare l’installazione seguite il suo consiglio: entrate nella grande sala bianca e rimaneteci per un po’, magari in silenzio. Vi accorgerete di dettagli non percepiti subito. Materia e significati prima nascosti prenderanno forma infondendo nello spettatore la gioia di aver compreso, in un attimo, qualcosa che era sotto i nostri sensi sin dall’inizio. E così il disegno, l’idea, diventeranno realtà.
© Enzo Signorelli
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