Gattopardo magazine, April 2021 – Opening, pages 90/91

Di Sofia Catalano

Bianco accecante. Caldo soffocante. Agosto anni ‘90. In mezzo alle palazzine, nell’abbandono totale dello Zen 2, Enzo Signorelli sente addosso gli occhi che lo spiano dalle persiane chiuse. E’ solo, con la sua macchina fotografica, in un quartiere degradato, cerca l’inquadratura giusta per il reportage sulle condizioni dei giovani nella città di Palermo, nel silenzio assordante gli fanno eco i suoi passi. Poi sente una musica e la segue “Volto l’angolo e mi trovo davanti un carrettino di legno trainato da un ragazzino: sopra campeggia la statua di Santa Rita circondata da fiori. Un ragazzo più grande distribuisce immaginette, un altro suona una grancassa alla quale è attaccato un piattino per le offerte. Ero convinto di essere su un set cinematografico, cercavo la macchina da presa e gli operatori, mentre di fronte a me scorreva il teatrino che alla fine mi rendo conto essere reale, sta accadendo davvero, non è una scena di un film di Tornatore. Il quartiere si anima: dai balconi calano i cestini con le banconote fermate dalle mollette da bucato, le finestre si aprono, piovono gli spiccioli, le offerte per la Festa. E poi, così come è cominciato, improvvisamente tutto si ferma: il carrettino scivola via, le persiane si richiudono e cala di nuovo il silenzio”. E’ questo uno dei ricordi più vividi di Enzo Signorelli, professione fotoreporter, dagli anni ‘80 in prima linea. Partito da Catania, approdato a Milano, passato per il Mondo, e adesso rientrato in Sicilia. “La fotografia è sempre stata il mio obiettivo. Sin da piccolo sfogliavo Epoca, i miei erano abbonati, ero affascinato dai servizi di attualità e dai reportage e ho deciso: volevo viaggiare, vedere, conoscere, volevo fotografare, quella che era la mia passione doveva diventare il mio lavoro”. I primi tempi Signorelli lavora in Sicilia, con i quotidiani locali, con le agenzie nazionali, fatti di cronaca ed Etna  gli argomenti principali, poi il grande salto: Milano e il contratto con l’agenzia francese Gamma, una delle più importanti al mondo. E siamo già nei primi anni ’90, le collaborazioni con le riviste diventano numerose, il Made in Italy è al suo apice, Signorelli segue anche le sfilate, ma i viaggi restano la priorità.

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“Volevo girare il mondo e documentarlo, ricordiamoci che a quei tempi non c’era internet e se volevi vedere un posto dovevi andarci, come del resto anche adesso se vuoi davvero entrare nell’anima di un luogo, e inoltre dovevo sapere cosa cercare. L’Attualità era il mio scopo. Ogni viaggio mi insegnava qualcosa, capivo che in un’immagine dovevo catturare un modo di vivere, una particolare cultura, un avvenimento. Tutto in una foto”. Dall’Afganistan al Giappone, dall’America a Cuba, cercando sempre di ritagliarsi qualche servizio in Sicilia, per tornare a casa almeno per qualche giorno. E proprio in Sicilia nasce una delle sue specializzazioni: la fotografia industriale “Ero stato incaricato di fotografare la raffineria di Priolo, ho comprato l’attrezzatura adatta e mi sono messo all’opera. Un’industria è un luogo che non si ferma mai, dove si lavora ventiquattro ore su ventiquattro, dove gli operai si alternano nei turni, dove c’è una vita che altrove non esiste. Ritmi e ambienti che ho incrociato anche in centrali elettriche e fabbriche come l’Ilva di Taranto. Con pazienza certosina, e curiosità autentica, ho cercato l’anima di quei luoghi. L’ho cercata nelle stanze, nei soffitti, nelle scale, nei paesaggi circostanti, e nei visi delle persone che lavorano in posti difficili, spesso inaccessibili agli esterni, luoghi dove è difficile ambientarsi e dove, nonostante ciò, tanti uomini trascorrono la maggior parte della loro vita”. 

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Quelle descrizioni di questi particolari luoghi di lavoro sono diventati dei reportage molto apprezzati, e usati anche per mostre. La più importante quella del 2019: “Lodz Unknown”, un reportage sulla città industriale della Polonia che, nato molti anni prima, è diventato un progetto a lungo termine. Infatti già nei primi anni duemila Enzo Signorelli aveva cambiato modo di interpretare il suo lavoro: basta stress, basta corse, basta attualità, comincia a fotografare con più calma, privilegiando anche la vita privata. “Paradossalmente le foto più belle le ho scattate in quel periodo. Ma sempre assolutamente solo per lavoro, la fotografia per me è sempre stata quello: un mestiere, la passione non basta”. Lavoro e passione si realizzano anche nell’amore per la terra e il richiamo di quella natia. Con le nuove tecnologie infatti non è più necessario stare a Milano. Si torna a casa, in Sicilia, sotto l’Etna. Domicilio a Nicolosi e uliveto a Ragalna: “Ho recuperato una vecchia proprietà di famiglia e, forte della mia esperienza, ho cominciato a lavorarla con la tecnica e l’estetica di un giardino giapponese. Rispettando la natura e creando un equilibrio tra bellezza e profitto. La nostra terra lavica è difficile da lavorare, ci sono impedimenti reali, ma io ho voluto lasciare l’ambiente integro, con una filosofia conservativa che nel tempo mi ha dato ragione”.
Nel suo terreno infatti ci sono ulivi secolari, che convivono in una biodiversità unica al mondo, che è diventata il marchio di fabbrica di una piccola, ma pregiata e pluripremiata, produzione di olio. “Qui tutto lavora in sinergia: alberi, pietre, muschi, licheni, fiori, api. In un equilibrio perfetto, naturale e secolare. L’armonia totale è il mio intento. In fondo, è davvero il frutto del mio lavoro che mi ha insegnato a guardare, comprendere e divulgare, sempre in maniera onesta ed obiettiva”. Uno stile di vita auspicabile e condivisibile. Un passo verso un futuro più rispettoso e sostenibile che adesso è una priorità, inderogabile.

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Sofia Catalano – Siciliana di nascita, milanese di adozione. Estroversa, comunicativa ed entusiasta, le manca il mare, anche se i paesaggi di montagna e le lunghe camminate la rilassano. Freelance da sempre collabora con quotidiani e periodici, spaziando dalla moda alla bellezza, con felici incursioni nel life style. Ama incondizionatamente gli animali, Leone dalla criniera grigia e fluente vive con la figlia Emma e il gatto Arancino, vero padrone di casa!


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